loader image

SOULRISE

Attenzione e concentrazione:
social media e gaming

ADHD: cos’è e come si manifesta

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà nel mantenere l'attenzione in modo coerente, attività motoria eccessiva, impulsività e problemi di autoregolazione del comportamento. Queste caratteristiche si manifestano in maniera persistente e non adeguata all'età, interferendo con il funzionamento quotidiano in più contesti come scuola, casa o lavoro. In circa due terzi dei casi i sintomi continuano anche nell'età adulta. Studi genetici indicano un'elevata componente ereditaria, con vari geni e fattori ambientali che aumentano la suscettibilità all'ADHD.Il quale può presentarsi in tre forme: con predominanza di disattenzione, con predominanza di iperattività/impulsività oppure combinato. Chi ha la forma con disattenzione può essere facilmente distratto, dimenticare dettagli, avere difficoltà a organizzare compiti o seguire istruzioni. La variante con iperattività/impulsività si manifesta con irrequietezza, difficoltà a rimanere seduti e tendenza a interrompere gli altri. La forma combinata mostra entrambi i gruppi di sintomi.

Leggi di più

Attention span: social media e soglia dell’attenzione

Negli ultimi anni numerosi studi e articoli hanno analizzato come i social media stiano influenzando la soglia dell'attenzione, evidenziando cambiamenti significativi nel modo in cui le persone si concentrano e processano le informazioni. Le piattaforme social sono progettate per offrire contenuti brevi, immediatamente gratificanti e in continua successione (come video corti, notifiche e scroll infinito), allenando il cervello a ricercare stimoli rapidi e frequenti. Questo meccanismo favorisce una forma di attenzione frammentata, orientata alla velocità piuttosto che alla profondità.Le ricerche psicologiche e neuroscientifiche mostrano che l'uso intensivo dei social media è associato a una riduzione della capacità di mantenere l'attenzione sostenuta nel tempo, specialmente su attività complesse come lo studio o la lettura prolungata. In particolare, negli studenti universitari e nei giovani, un'elevata esposizione ai social è collegata a difficoltà di concentrazione, maggiore procrastinazione e peggiori prestazioni nella memoria di lavoro. Tuttavia, alcuni studi sottolineano che un uso moderato e consapevole può avere anche aspetti positivi, come la collaborazione e la condivisione di informazioni.Gli articoli divulgativi evidenziano inoltre come le continue interruzioni causate da notifiche e messaggi rendano difficile rimanere focalizzati su un singolo compito. Questo porta a una soglia dell'attenzione sempre più bassa e a una maggiore fatica cognitiva quando si affrontano attività che richiedono concentrazione prolungata. Il risultato è un'abitudine mentale a passare rapidamente da uno stimolo all'altro, con una minore tolleranza alla noia e all'attesa.

Leggi di più

Gaming come soluzione: allenare l’attenzione

Negli ultimi anni, diversi studi e articoli hanno messo in luce come il gaming, se utilizzato in modo consapevole e strutturato, possa rappresentare un valido supporto per contrastare il calo della soglia dell'attenzione associato all'uso passivo dei social media. A differenza dello scrolling continuo, il videogioco richiede un coinvolgimento attivo: il giocatore deve prendere decisioni, mantenere la concentrazione, reagire rapidamente agli stimoli e pianificare strategie, allenando così specifiche funzioni cognitive.Un esempio significativo è rappresentato da EndeavorRx, un videogioco terapeutico sviluppato per bambini con ADHD e approvato dalla FDA. Studi clinici hanno dimostrato che l'utilizzo regolare di questo gioco può migliorare misure oggettive dell'attenzione, dimostrando che il videogioco può diventare uno strumento di intervento mirato e non solo una forma di intrattenimento. Questo caso evidenzia come il gaming, se progettato con obiettivi cognitivi specifici, possa avere effetti positivi misurabili sulla capacità di concentrazione.

Leggi di più
Torna in alto