HIKIKOMORI
HIKIKOMORI
Con il termine hikikomori si tende a descrivere una particolare sindrome che colpisce giovani e adulti. “Stare in disparte, isolarsi” è il significato della parola hikikomori, termine giapponese che deriva dal verbo hiku (tirare indietro) e komoru (ritirarsi). Spesso nasce in modo graduale: prima si evitano alcune situazioni, poi la scuola o il lavoro, infine quasi ogni contatto con l’esterno.L’isolamento può dare un sollievo temporaneo, perché riduce l’ansia e il senso di pressione, ma col tempo tende ad aumentare la sofferenza, rafforzando la paura di uscire e di essere giudicati. Le giornate possono perdere una struttura, il sonno non essere più regolare e il tempo viene riempito soprattutto da attività solitarie, come internet o videogiochi, che diventano uno spazio controllabile e meno minaccioso.
COME CI SI PUÒ USCIRE?
Uscire da questa situazione è possibile, ma richiede tempo, pazienza e rispetto dei propri ritmi. Il cambiamento non parte dall’obbligo di uscire, ma dalla riduzione della solitudine emotiva e dalla costruzione di una relazione di fiducia, spesso con un professionista. È utile ristabilire gradualmente una routine di base, come orari più regolari e attività quotidiane minime, perché danno struttura e sicurezza. Il rientro nella vita sociale avviene per passaggi molto graduali, iniziando da situazioni poco ansiogene e sotto controllo. Parallelamente, il supporto psicologico aiuta ad affrontare la paura del giudizio, del fallimento e il senso di essere “indietro” rispetto agli altri. Il percorso non è lineare e possono esserci ricadute, ma ogni piccolo passo ha valore e contribuisce alla ripresa.
COME CHIEDERE UNA MANO
Qui puoi trovare come aiutare un ragazzo in una situazione da hikikomori puoi trovare come comportarsi:
- Riconoscere la sofferenza: comprendere la persona.
- Cercare il confronto: stimolare un dialogo e una riflessione critica sul problema.
- Essere trasparenti: qualsiasi azione intrapresa nei suoi confronti sia condivisa e, se possibile, concordata.
O come non comportarsi quindi:
- Trattarlo come un malato: questo comporta a farlo reagire in modo orgoglioso e tenderà ad allontanare tale persona.
- Giudicarlo per la propria condizione: sospendere qualsiasi tipo di giudizio sulla sua decisione di isolamento.
- Pressarlo affinché ritorni a scuola o frequenti gli amici: rischia di produrre l’effetto opposto,generando in lui la sensazione di non essere compreso.
Per più informazioni puoi visitare il sito hikikomoriitalia o psicoterapiascientifica dove abbiamo trovato le info.